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Metropolitana di Napoli

Napoli e dintorni
La metropolitana dell’arte di Napoli è un progetto originalissimo, un museo underground in cui artisti del calibro di Mimmo Jodice, Jannis Kounellis e Mario Merz hanno arredato gli spazi di transito.

Le opere degli artisti sono state inserite all’interno delle stazioni e sono diventate parte integrante dello spazio architettonico. L’esperimento di decontestualizzazione del concetto di esposizione dell’arte è totalmente riuscito; le stazioni divengono dei contenitori artistici e consentono ai numerosi utenti dei mezzi pubblici, la fruizione delle opere in modo non convenzionale e del tutto originale.

Questa nuova forma di esposizione dell’arte ha suscitato un interesse e un apprezzamento talmente grande, anche a livello internazionale, che il progetto “Metro artistica di Napoli” è stato tra i protagonisti della VII edizione della biennale di Venezia. A confermare questo apprezzamento ci ha pensato il quotidiano inglese “The Guardian” che ha definito la metropolitana di Napoli la più bella d’Europa.

(video realizzato da BeeSide – produzioni di cinema tv e video in 4k)

Metropolitana di Napoli: le stazioni dell’arte

Il primo esperimento della Metropolitana dell’Arte ha interessato la tratta delle stazioni tra Vanvitelli e Dante, qualificando gli spazi sotterranei con opere d’arte contemporanea. Il progetto ha poi preso corpo ed ha visto impegnati complessivamente oltre duecento artisti, rappresentando un unicum in tale settore, un museo diffuso come sostenuto dal critico Achille Bonito Oliva, consulente dell’iniziativa. Con la riqualificazione delle nuove stazioni nel centro storico sono poi stati rinvenuti reperti archeologici risalenti al periodo della Magna Grecia e successivi. In sintesi, quindi, possiamo definire le stazioni artistiche della metropolitana di Napoli con tre “A”: Architettura, Archeologia, Arte contemporanea.

Un museo diffuso

Achille Bonito Oliva

La metropolitana più bella d’Europa!

The Guardian

Metropolitana di Napoli, stazione VANVITELLI: architetti Michele e Lorenzo Capobianco

La stazione di Vanvitelli si trova nella Piazza omonima, in Zona Vomero.

Essa custodisce l’ultima opera di Mario Merz, prima della sua scomparsa. L’opera raffigura una teoria di animali preistorici. La stazione è arricchita da opere di Gilberto Zorio, Gabriele Basilico, Olivo Barbieri. Da segnalare gli “oblò” di Gregorio Botta e il sasso in policarbonato sotto vetro di Giulio Paolini.

Metropolitana di Napoli, stazione QUATTRO GIORNATE: architetto Domenico Orlacchio

L’interno della stazione è una sorta di museo d’arte contemporanea che celebra le eroiche Quattro Giornate di Napoli. La stazione, con ambienti di color verde, ospita opere e pannelli di Sergio Fermariello, Nino Longobardi, Maurizio Cannavacciuolo, Betty Bee.

Metropolitana di Napoli, stazione SALVATOR ROSA: architetto Alessandro Mendini

La stazione di Salvator Rosa è una delle più rappresentative tra quelle artistiche di Napoli.

La stazione si trova in zona Vomero. L’area circostante esterna è stata arricchita da forme, colori e mosaici che animano le fiancate dei grandi palazzi. Questo movimento di forme e colori si sposa con le sculture e le installazioni disposte all’interno e all’esterno della stazione.

Il percorso dall’atrio ai binari ospita opere di Enzo Cucchi, Raffaella Nappo, LuCa, Natalino Zullo, Quintino Scolavino e Santolo De Luca. Il parco esterno presenta installazioni contemporanee di Alex Mocika, Augusto Perez, Renato Barisani, Lucio Del Pezzo, Nino Longobardi, Riccardo Dalisi, Ugo Marano.

Metropolitana di Napoli: stazione MATERDEI: architetto Alessandro Mendini

La stazione Materdei si trova in Piazza di Scipione Ammirato, in zona Vomero. La piazza è stata riqualificata con aiuole, mosaici, installazioni in ceramica, lampioni ed è diventata isola pedonale.

L’interno è un trionfo di luminosità e di temi marini. Caratteristiche sono le banchine, al piano dei binari, dove si trovano pannelli policromi di Sol Lewitt e vivaci serigrafie di Mathelda Balatresi, Anna Gili, Stefano Giovannoni, Robert Gliglorov, Denis Santachiara, Innocente e George Sowden.

Metropolitana di Napoli, stazione MUSEO: architetto Gae Aulenti

Il primo segno di cambiamento è nella piazza stessa, riqualificata con l’aggiunta di giardini, aiuole e fontane.

La stazione Museo, di color rosso pompeiano ed in pietra vesuviana, crea un “unicum” col vicino museo Archeologico Nazionale, richiamandone i colori.

L’interno della Stazione Museo è elegante, spazioso e luminoso. Il corridoio sotterraneo, che si collega alla linea due, è lungo ben 330 metri ed è arricchito dalla riproduzione dell’Ercole Farnese e dall’originale della Testa Carafa, proveniente dal Museo Nazionale. Inoltre troviamo esposte fotografe di Mimmo Jodice, Fabio Donato e alcuni gruppi scultorei realizzati dall’Accademia di Belle arti napoletana.

Metropolitana di Napoli, stazione DANTE: architetto Gae Aulenti

Il progetto ha riguardato anche la risistemazione della piazza, rispettandone l’impianto settecentesco. La piazza è resa in parte pedonale ed è lastricata da pietra lavica sino all’imbocco di via Toledo.

Gli interni della stazione sono in ferro e cristalli e sono vivacizzati da 13 pannelli di Jannis Kounellis. Sopra le scale mobili, che conducono al livello inferiore, c’è un’opera di Joseph Kosuth che riproduce, con fasci di luce bianca al neon, un passo del Convivio di Dante Alighieri. All’interno c’è anche un’opera di Michelangelo Pistoletto e una di Nicola de Maria.

Metropolitana di Napoli, stazione TOLEDO: architetto Óscar Tusquets Blanca

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La stazione Toledo è una delle stazioni più suggestive tra quelle artistiche e vanta numerosi premi, tra cui quello di “Most impressive underground station in Europe”.

Caratteristico è il suo “cannocchiale” fuoriuscente sulla piazza, così come il suo gioco di mutazione dei paramenti interni in base alla stratificazione della falda acquifera. Presenta all’interno due mosaici di William Kentridge, il primo raffigurante estratti di vita napoletana, ed il secondo ispirato ai Simboli della Repubblica Napoletana del 1799.

All’esterno è collocata una scultura equestre del medesimo autore.

Tuttavia la parte più emozionante ed impressionante della stazione di Toledo è quella che si ammira quando ci si trova sulle scale mobili. I colori mutano radicalmente, rispetto a quelli presenti negli ambienti precedenti. Percorrendo le scale mobili si entra nella galleria del mare di Óscar Tusquets e Robert Wilson. Le pareti e i soffitti sono ricoperti da mosaici che evocano motivi marini, esaltati da sapienti giochi di luci, forme ondulate e pilastri decorati come maestosi zampilli di fontane che conducono al profondissimo pozzo-lucernario dell’opera artistica (Crater de luz).

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Metropolitana di Napoli, stazione MUNICIPO: architetti Eduardo Souto de Mura e Alvaro Siza

Il progetto ha subito 27 variazioni a seguito dei numerosi ritrovamenti archeologici, come le antiche fortificazioni esterne del Maschio Angioino, il molo Angioino, torri risalenti ai periodi aragonese e vicereale spagnolo, la Torre dell’Incoronata e i resti del medievale Palazzetto Del Balzo.

Il progetto della stazione Municipio ha lo scopo di conservare la continuità storica e recuperarla.

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Metropolitana di Napoli, stazione UNIVERSITÀ: architetti Karim Rashid e Alessandro Mendini

È una stazione riccamente decorata e colorata per simboleggiare l’era digitale dell’informazione. Nel mezzanino sono numerose le opere d’arte, tra cui:

  • “Conversational profile”, ossia due grandi pilastri cilindrici nei quali è possibile intravedere due volti di profilo, che rinviano al dialogo e alla comunicazione tra i popoli.
  • “Synapsi”, una scultura in metallo satinato che rimanda all’intelligenza umana e al reticolo neurale del cervello.
  • “Ikon”, ossia un lungo light box, su spazio bianco, che contiene forme geometriche tridimensionali fluttuanti, dai forti contrasti cromatici.

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Metropolitana di Napoli, stazione GARIBALDI: architetto Dominique Perrault

Il progetto della stazione Garibaldi è di notevole importanza, in quanto la Piazza omonima si affaccia sul quartiere delle cinque stazioni, ed è quindi uno dei più importanti e strategici spazi intermodali della città. Sulla piazza si affacciano la stazione Centrale ferroviaria, la stazione dell’Alta Velocità, le due stazioni della metropolitana della linea 1 e 2 e la stazione della Circumvesuviana.

L’esterno della stazione è caratterizzato da un grande pergolato metallico in teflon forato, che funge da copertura per la sottostante galleria commerciale. L’interno si connota come un grande cantiere, con un intreccio di scale mobile alla Escher. In esso sono presenti due grandi opere di Michelangelo Pistoletto, artista italiano conosciuto anche a livello internazionale.

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